IGNAZIO CRAPAROTTA — Segretario Generale Provinciale SIULP Roma
Nel suo intervento introduttivo Ignazio Craparotta ha posto al centro la condizione di chi ogni giorno opera sulla strada: professionalità e spirito di servizio non possono trasformarsi nell’obbligo di «sopportare tutto». Dal rafforzamento degli equipaggi delle Volanti, con la proposta di portarli a tre unità, alla tutela giuridica degli operatori, il messaggio è chiaro: servono strumenti, organizzazione e garanzie concrete. Quando viene colpito chi serve lo Stato, anche lo Stato deve essere presente e assumersi fino in fondo la responsabilità di tutelarlo.
FELICE ROMANO — Segretario Generale Nazionale SIULP
Nelle conclusioni Felice Romano ha indicato nella tutela dei colleghi l’obiettivo prioritario del SIULP, chiedendo alla politica risposte concrete e tempi certi. Ha definito i tagli e il blocco del turnover un errore strategico di cui la Polizia continua a pagare le conseguenze e ha annunciato un’iniziativa rivolta a tutti i parlamentari: una cartolina con la quale deputati e senatori saranno chiamati ad assumere personalmente l’impegno a migliorare le condizioni di lavoro degli operatori. Una richiesta avanzata nel rispetto dei caduti e di tutti i poliziotti che ogni giorno servono il Paese senza tirarsi indietro.
ROBERTO MASSUCCI — Questore di Roma
Particolarmente sentito l’intervento del Questore Roberto Massucci, che ha richiamato il valore simbolico e operativo delle Volanti e la straordinaria complessità del lavoro sulla strada. Il poliziotto è spesso chiamato a decidere in pochi secondi, in situazioni imprevedibili e assumendosi responsabilità enormi. Da qui la necessità di avere la massima cura degli operatori, della loro formazione, del loro benessere e anche dei luoghi nei quali prestano servizio. Un mestiere difficile che, nelle sue parole, resta «il più bello del mondo».
LAMBERTO GIANNINI — Prefetto di Roma
Il Prefetto Lamberto Giannini ha ribadito con forza un principio centrale: gli appartenenti alle Forze dell’Ordine chiedono tutele, non impunità. A dimostrarlo è la stessa severità con cui l’Amministrazione interviene quando un appartenente alla Polizia sbaglia. L’obiettivo è garantire a chi opera la serenità di poter essere giudicato per ciò che realmente ha fatto, senza condanne preventive né strumentalizzazioni, riconoscendo la complessità delle decisioni che ogni giorno vengono assunte sulla strada.
ROBERTO GUALTIERI — Sindaco di Roma
Roberto Gualtieri ha espresso la vicinanza di Roma Capitale alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, sottolineando come sicurezza e libertà siano beni strettamente connessi. Ha richiamato la necessità di sostenere concretamente il personale e le legittime rivendicazioni del comparto, rafforzando un modello di sicurezza partecipata fondato sulla collaborazione tra istituzioni. Prevenzione dei reati, qualità della vita e presidio del territorio devono essere parti di una stessa strategia per la città.
NICOLA MOLTENI — Sottosegretario di Stato all’Interno
Nicola Molteni ha ricordato che le Forze di Polizia non sono soltanto repressione, ma rappresentano anche protezione sociale e tutela dei cittadini più fragili. La tutela processuale, ha precisato, non è immunità né «scudo penale», ma uno strumento contro criminalizzazione preventiva e gogna mediatica. Ha inoltre difeso l’impiego di Taser e bodycam quali strumenti di sicurezza, deterrenza, trasparenza e verifica dell’operato degli agenti. Sul piano delle risorse ha richiamato la necessità di continuità nelle politiche della sicurezza, giudicando gravi gli effetti prodotti negli anni dal blocco del turnover, dai tagli e dalla chiusura delle scuole di Polizia.
ARMANDO FORGIONE — Prefetto, Direttore Centrale per le Risorse Umane
L’intervento del Prefetto Armando Forgione ha riportato l’attenzione sulla centralità delle persone all’interno dell’Amministrazione. Tutelare il personale significa accompagnarlo durante l’intera vita professionale, attraverso formazione, valorizzazione delle competenze, attenzione alle condizioni di servizio e sostegno alle esigenze personali e familiari. Un’Amministrazione moderna deve essere capace di restare vicina ai propri uomini e alle proprie donne, soprattutto a chi quotidianamente affronta le difficoltà del servizio operativo.
CARMINE BELFIORE — Prefetto, Vice Capo della Polizia con funzioni vicarie
«Il nostro primo linguaggio sono le Volanti». Il Prefetto Carmine Belfiore ha indicato nel controllo del territorio una delle priorità della Polizia di Stato: più personale, più mezzi e maggiore presenza sulla strada. L’operatore deve essere messo nelle condizioni di affrontare situazioni nelle quali spesso è necessario decidere in pochi istanti. La Polizia sta cambiando e, ha sottolineato Belfiore, i primi effetti di questo processo di trasformazione saranno presto visibili.
Luisa Regimenti
ha richiamato con forza la necessità di non trasformare l’errore del singolo in una condanna collettiva delle Forze dell’Ordine. Quando un appartenente sbaglia, ha sottolineato, non è giusto né corretto gettare discredito sull’intero Corpo: sarebbe una forma di ingiustizia, tanto più grave perché sono le stesse istituzioni e gli stessi apparati a intervenire, indagare e accertare le responsabilità secondo le regole e i criteri previsti dalla legge. Ha poi ricordato che *il compito delle istituzioni è anche quello di riconoscere pubblicamente i sacrifici quotidiani degli operatori,* chiamati ogni giorno a garantire sicurezza, legalità e ordine pubblico. La democrazia e lo Stato di diritto, ha evidenziato, non sono realtà astratte: esistono e si mantengono anche *grazie al lavoro di chi, ogni giorno, fa rispettare le leggi e tutela concretamente i cittadini.*
Il Prof. Francesco Salzano ha ricordato la propria esperienza negli anni Ottanta, quando, giovanissimo, fu destinato a uno dei distretti più complessi di Napoli. Da lì ha richiamato un principio centrale: chi opera nella sicurezza lavora spesso in condizioni di emergenza e deve assumere decisioni importanti in pochi istanti.
Per questo Salzano ha insistito soprattutto sulla formazione, indispensabile per garantire professionalità, sicurezza degli operatori e tutela dei cittadini. Alla formazione devono accompagnarsi risorse, strutture, organici e condizioni di lavoro adeguate. Ha inoltre sottolineato che la sicurezza non si costruisce soltanto aumentando le pene, ma soprattutto attraverso prevenzione, preparazione e organizzazione.
Sul cosiddetto “scudo penale”, Salzano ha chiarito che non si tratta di immunità né di esenzione da responsabilità. La nuova disciplina interviene nella fase iniziale del procedimento quando appaia evidente una causa di giustificazione, come legittima difesa, stato di necessità, uso legittimo delle armi o adempimento del dovere.
Secondo Salzano si tratta di un punto di partenza, la cui reale portata dipenderà dall’applicazione concreta. Il messaggio finale è che a maggiori responsabilità operative devono corrispondere più formazione, regole chiare e maggiori garanzie per chi interviene nel rispetto della legge.
A moderare il confronto Giuseppe Brindisi, giornalista e conduttore televisivo, che ha accompagnato gli interventi con equilibrio e ritmo, favorendo un confronto diretto tra istituzioni, mondo giuridico e rappresentanza sindacale sui temi della sicurezza e della tutela degli operatori.
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